• IL VOTO UTILE PER UNA POLTRONA

    Ritengo che due puntualizzazioni sul voto utile siano necessarie. In primo luogo è necessario ribadire un concetto importantissimo e cioè che siamo in Democrazia, e la Democrazia si avvicina tanto più alla perfezione quante più persone vanno a votare( in Democrazia una moltitudine di persone savie modera le decisioni di pochi estremisti). Questo è importante perché sembra che oggi le grandi coalizioni (PD e PDL) spingano all’astensione piuttosto che dare un voto non utile (a loro). Detto ciò il voto utile è tale in quanto espresso. Le grandi coalizioni non dovrebbero porsi il concetto di utilità rispetto alla preferenza esercitata  ma di utilità rispetto a chi non va a votare. Il voto è inutile solo quando non si va a votare, poiché chi non va a votare diminuisce le potenzialità della democrazia. Ne consegue che chi parla di voto utile, non solo fa un danno all’Italia e alla Democrazia ma implicitamente sta mendicando per sé un voto che altrimenti andrebbe a qualche altro schieramento, solo per rimanere ancorato al proprio posto di lavoro (pubblico).

    La seconda puntualizzazione è  per chi pensa di avere la proprietà dei voti. In altre parole per tutti coloro che rivolgendosi ad uno schieramento antagonista accusano di “portare via voti”. Posto che ognuno vota secondo coscienza ed i voti non si comprano, è abbastanza paradossale parlare di proprietà di voto. Chiunque vota per un partito lo fa per svariate ragioni, tra cui un programma adeguato e fattibile, degli  ideali condivisibili, dei candidati capaci e onesti. Ciò implica che chiunque scelga di votare un partito se quel partito non ci fosse, probabilmente il voto andrebbe perso. Questo è il nocciolo della questione.  Il nostro sistema elettorale (votato da PDL e PD) regala un premio di maggioranza illimitato (55% dei seggi alla camera) a chi otterrà più voti alle elezioni. Questo tuttavia, considerando la frammentazione del voto delle prossime elezioni e la debolezza degli schieramenti in campo, crea una grande distorsione( il premio di maggioranza andrebbe assegnato in base ad una soglia minima di accesso).  In altre parole quando parlano di voto utile o di portare via voti hanno solo paura che chiunque non abbia le loro idee possa andare a votare. Per loro sarebbe di gran lunga meglio che chiunque non fosse d’accordo con le loro idee il giorno delle elezioni rimanesse a casa a guardare la televisione. Questo perché puntano solo al premio di maggioranza. Per il nostro sistema elettorale, in pratica, chi non va a votare vota per chi vince. Ne consegue che PD e PDL  preferiscono giocarsela solo con il proprio elettorato e non con variabili esterne (il pensiero è: se non ci fossero loro voterebbero per me ).

    Quindi  andiamo tutti a votare, è importante per la Democrazia.

  • L’ideologia offusca

    Parto dall’ultima battuta di Vendola (Lui sostiene che è stata una battuta) che ha mandato i ricchi all’inferno. Poco simpatica la battuta e ancora meno simpatica l’intenzione. Il tentativo di accreditarsi i voti di chi giudica peccatore colui che crea ricchezza è pura demagogia.
    Tuttavia non è di Vendola che m’interessa parlare ma dell’ideologia che si cela dietro la sua affermazione.
    Vendola non è certo uno sprovveduto della politica italiana e come tutti i politici è ben consocio e preparato, tuttavia per una manciata di voti( forse anche più di una manciata) ha rilasciato ugualmente una dichiarazione particolarmente ingenua. Questo perché è ovvio a tutti che la disoccupazione non si può combattere solo con gli aiuti statali (come invece lui sostiene) ed è altrettanto ovvio che la creazione di maggior ricchezza nel Pese garantirebbe maggiore occupazione. Vendola sa benissimo che lo Stato è fortemente indebitato e sa altrettanto bene che l’occupazione non si crea dal nulla (anche se spesso si sente chiedere più occupazione come se fosse una manna dal cielo). Gli ultimi dati Istat indicano che lavorano circa 32 milioni di italiani. La disoccupazione è al 10% circa, il che equivale a dire che i disoccupati in Italia sono circa 3 milioni. Se paradossalmente 1 milione di “ricchi” (italiani e non, cioè persone con una disponibilità finanziaria tale da consentire l’apertura di un’attività) creassero una piccola impresa ed assumessero un dipendente si riuscirebbe a dimezzare la disoccupazione in Italia. Tuttavia non è così semplice. Ciò che si rende necessario è rendere attraente il nostro Paese alle industrie, renderlo appetibile a investimenti nazionali e esteri. Solo un ritorno degli investimenti(da parte dei “dannati ricchi”) potrebbe fare ripartire l’economia e ridurre il tasso di disoccupazione. Detto questo rimane la dichiarazione insensata di Vendola. In questo caso pur consapevole dell’inutile dichiarazione, l’ideologia politica lo ha spinto ad esprimerla ugualmente.
    Sono le singole persone che possono farci uscire da una situazione difficile e non l’ideologia, qualsiasi essa sia, che sia di destra di centro o di sinistra.

    Luigi M. Libroia