luigi marco libroiaHo trentacinque anni, sono sposato ed ho avuto due bambine pochi mesi fa. Vivo a Milano, dove sono nato
ed ho sempre vissuto. Ho studiato economia e successivamente ho sostenuto e superato l’esame di Stato da
commercialista e revisore legale ed attualmente lavoro presso uno studio di tributaristi.

Considerato l’ambito politico del discorso, desidero qualificarmi subito come democratico moderato
poiché non ho mai avuto, prima d’oggi, un partito di riferimento vero e proprio. In democrazia è insita la
moderazione poiché in democrazia è il popolo a decidere e, solitamente, una moltitudine di persone savie
modera le decisioni di pochi estremisti.

Tuttavia, quando la democrazia esprime sintomi di patologia come d’altronde accade ai giorni nostri, un
certo grado di “immoderazione” non guasta.

Come pensiero base per le mie scelte politiche ho sempre optato per l’ alternanza, ovvero la rotazione
periodica dei governi in carica con le opposizioni. Questo principio ideale, nelle miei visioni, avrebbe dovuto
avere come conseguenza il fatto che, errori compiuti durante una legislatura, potessero essere evitati nella
seguente. Ciò significa che, qualora un politico non dovesse mostrarsi capace ed all’altezza di adempiere ai
suoi compiti, le opposizioni avrebbero la possibilità di proporre un nuovo e diverso candidato adatto alle
aspettative del popolo sovrano.

Ho voluto chiarire questo aspetto poiché ritengo che FARE rappresenti quell’idea di partito politico a cui ho
sempre anelato, un partito, cioè, che scavalca e supera il vecchio concetto di destra e sinistra e si propone
come un reale partito democratico che non si piega ai dettami politici imposti dalla fazione di appartenenza.
Inoltre, la giovanissima fondazione lo rende perfetto per quell’idea di renovatio della “vecchia” classe
politica.

I motivi che mi hanno spinto a proporre la mia candidatura alle elezioni Regionali della Lombardia del 24
e 25 febbraio p.v. sono molteplici. Ritenendo ovvi quelli che prendono in considerazione aspetti di natura
morale ( classe dirigente inadeguata e priva di etica), e civica (non basta essere disfattisti ma abbiamo
l’obbligo di essere propositivi), e nutrendo io un grande amore verso il mio Paese, il reale motivo che ha
fatto da propulsore è che non mi sento rappresentato. Ho la forte sensazione che nessun uomo politico oggi
rappresenti una intera generazione di interessi.

Quindi perché no?!? Buttiamoci nella mischia con l’unico partito nel cui programma mi rispecchio e
cerchiamo di contribuire con il massimo impegno e la massima onestà alla rinascita del nostro meraviglioso
Paese.

L’Italia è un Paese colmo di risorse ed efficienze e da queste bisogna partire per un futuro migliore.

Luigi Marco Libroia

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